Il credito alle piccole e medie imprese è in movimento: nuove risorse pubbliche e bancarie sono disponibili, ma la qualità del credito delle imprese è sotto pressione. Mettiamo in fila i fatti delle ultime settimane e cosa significano per chi deve finanziarsi, anche in una fase delicata.
CDP: oltre 1,6 miliardi per PMI e infrastrutture
A metà settembre il consiglio di Cassa Depositi e Prestiti ha deliberato operazioni e iniziative per oltre 1,6 miliardi di euro, a sostegno di PMI e infrastrutture strategiche. Una parte delle risorse è destinata a facilitare l’accesso al credito, rispondendo alle esigenze di liquidità di PMI e mid-cap. Il canale è quello consueto: CDP fornisce provvista alle banche, che erogano i finanziamenti alle imprese. Si affianca all’accordo di luglio con il Fondo europeo per gli investimenti e Mediocredito Centrale, pensato per attivare 5,7 miliardi di nuova finanza bancaria per oltre 26 mila PMI, con controgaranzie di CDP al Fondo di garanzia.
Le banche rispondono con plafond dedicati
Anche il sistema bancario si muove. Banco Desio ha stanziato 500 milioni per le esigenze di liquidità e di capitale circolante delle PMI, con durate fino a 36 mesi, preammortamento fino a 6 mesi e finestra da settembre a dicembre 2026, in un contesto in cui pesano ancora i costi energetici.
Il rischio di credito sale
Una recente analisi stima il tasso di deterioramento dei crediti alle imprese al 2,8% nel 2026 e al 2,9% nel 2027, con costruzioni (3,3%) e Mezzogiorno (3,7%) più esposti. Il quadro è quello di costi operativi elevati e crescita modesta. Per le PMI significa banche più selettive proprio quando la liquidità serve di più.
Cosa può fare una PMI in tensione
- Intervenire presto. Chiedere credito quando i conti iniziano a peggiorare, non quando i ritardi sono già strutturali, lascia più opzioni.
- Distinguere il problema. Un’esigenza di liquidità temporanea si affronta diversamente da uno squilibrio strutturale.
- Valutare gli strumenti. Tra questi ci sono il factoring (cessione dei crediti commerciali, con anticipo fino al 90% del valore delle fatture), i finanziamenti assistiti da garanzia pubblica e la rinegoziazione dei debiti esistenti.
- Attenzione alle condizioni. Le provviste CDP sono pensate per nuova finanza e non per la semplice ristrutturazione di debiti pregressi: vanno verificate le regole in vigore caso per caso.
Approfondisci: finanziamenti alle PMI in difficoltà e in crisi di liquidità.
Domande frequenti
Dipende dalla valutazione della banca e dalle regole del singolo plafond: va verificata caso per caso.
Sì: trasforma crediti già maturati in liquidità senza ricorrere a un nuovo indebitamento bancario tradizionale, con costi e condizioni da valutare.
Credif affianca le imprese nell’individuazione di soluzioni di finanziamento offerte da intermediari partner. Le informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza finanziaria né offerta di credito. Aggiornato al 4 ottobre 2026.
Fonti: Il Sole 24 Ore, Il Giornale d’Italia, Sbircia la Notizia, ANSA, CDP.
